MomBoo - Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
#6: L’immagine in tasca

U.N.B.B.B.

Foto di Arianna Scaglione, Francisco Ferri Almeida, Emanuel Gesan
Articolo di Massimiliano Scaglione
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united nation ary cop
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Adios bread and batter… o magari hasta luego.
Alla sua ottava edizione barcellonese, la fiera della moda urbana saluta la capitale Catalana. L’insistente vociferare che si faceva sulla vicenda già dalla festa di apertura è stato confermato dall’organizzazione il giorno della conferenza stampa.
BBB si auto-cita e ritorna @ “the source”, dalla prossima edizione la terza B tornerà ad essere probabilmente Berlino, per esigenze di mercato dell’industria della moda.
Barcellona reagisce e dice, nella persona del sindaco Jordi Hereu, che dati i riscontri positivi precedenti della fiera, organizzeranno un nuovo salone made in BCN della moda urbana.
Ma bando ai sentimentalismi e parliamo di questa edizione United Nation. I numeri sono stati sicuramente “deludenti”. L’affluenza, per lo meno il primo giorno, mi è parsa minore rispetto anche a quella di Luglio.
I brands questa volta erano ancora più selezionati, ma molto più alla mano.
Mi spiego: la fiera non è più alla moda, ma modaiola.
Ha perso parecchio del suo “mood” underground e non mi riferisco solo al padiglione sport and street ma a tutti gli altri, critica particolare al Danim, dominatore indiscusso anche del luna park e sempre più incoattito, per usare un’espressione delle mie parti, dove lo strapotere di alcuni tra i brands più affermati si ripercuote sulle piccole realta della stessa scena…
Comunque, dopo otto edizioni, non ho potuto fare a meno di notare come alcuni marchi si siano ingranditi innovando, mentre altri abbiano omologato le loro collezioni; brand magari promettenti che per aumentare le vendite si sono adeguate, in maniera forzata, a tendenze diverse dalla loro filosofia iniziale. Ma daltronde è mercato anche questo e la sua logica vale anche qui.
Quest’anno, forse per merito della crisi (maledizione l’ho detto), all’ interno del padiglione street era stato allestito anche un mercatino, fleamarket, con circa dieci fra i più rinomati negozi di streetwear e molti bei capi.
The source era ridotto nello spazio, ma molto più interessante nel contenuto. C’erano due esposizioni, installazioni e un ricco cartello di conferenze.
Un buon esito anche per urban superior, dall’allestimento sempre più elegante che fa il verso all’alta moda e al  pret-a-porter.
Non c’era la Element e nemmeno i writers. Al loro posto il BBB design, dedicato ai lavori delle scuole; tutti abiti in jeans, ma lontani dall’utilizzo convenzionale del tessuto.
Intorno alla fiera come sempre feste, aperitivi, eventi e presentazioni, anche se rimediare inviti quest’anno era molto più facile.
Per il resto godetevi i reportage realizzati dai fotografi. Cercheremo di essere presenti anche alla prossima edizione a Berlino per valutare eventuali cambiamenti, sperando che l’aria della capitale tedesca riporti un po’ dello spirito iniziale della fiera.
Buon ritorno a casa Bread and Butter.
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Galleria 1 Arianna Scaglione
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Galleria 2 Francisco Ferri Almeida
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Galleria 3 Emanuel Gesan
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