New Order
di Massimiliano Scaglione
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Ordine era la parola chiave di questa edizione del Bread and Butter.
La nuova logica della fiera si allontana dallo stile della precedente: dalle grandi misure, l’oro e i colori fluo si passa alla riduzione del numero delle marche, al bianco minimale e ad una certa sobrietà nella scelta dei colori.
Ordine, come dicevo, nella sterminata selezione dei brand che sono passati da quasi 1000, a 893, e a detta di Muller capo organizzatore del BBB per l’anno prossimo saranno “solo” 800. Insomma un discorso che lascia intendere un’inversione di rotta: meno quantità e molta qualità. Una delle conseguenze è stata il lieve calo degli ingressi, causata probabilmente dal motto “profile your business” che lasciava supporre un evento più di settore rispetto agli altri anni. Anche se, vista la scrupolosità dell’organizzazione, viene da pensare che a Berlino il calo di affluenza fosse già calcolato.
La fiera si è comunque dimostrata all’altezza delle aspettative. Il padiglione Denim più ricco del solito. Il Fashion con tutti i suoi gadget, strass e piette di sempre. Lo Street forse quest’anno era un po’ monotono, a parte alcune eccezioni che presentavano collezioni interessanti (vedi foto). Bello invece l’allestimento del Superior.
L’ultimo giorno di fiera ho trovato un’oasi di pace in “The Source”. Porta-Pass in pelle, un ambiente ovviamente ordinato e curato nel design (anche perché qui è stata ospitata quest’anno la collezione delle scuole di moda), the Source è lo spazio dedicato ai fornitori di tessuti. Interessante la collezione di jeans esposta e le poltrone di Le Corbusier rivestite con texture quadro di Galles.
Il nome della prossima edizione?…United Nation of Bread and Butter.
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DENIM

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FASHION

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LUNA PARK

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PADIGLIONE MIES E THE SOURCE

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SPORT E STREET WEAR

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SUPERIOR











































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