L’immagine in tasca
di Mario Cresci
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Foto di Matteo Girola
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Da circa sei anni ho inserito nel corso di fotografia alla Naba di Milanoe successivamente all’ Accademia di Brera e nei vari workshop che periodicamente tengo al Politecnico del Design di Milano, allo Studio Marangoni di Firenze e all’Orientale di Napoli, un momento di riflessione sulla fotografia intesa come More…forma di scrittura in cui la sequenza delle immagini crea le più svariate “Microstorie fotografiche” riguardanti i momenti dell’esperienza del vivere quotidiano. Il senso del vedere con quello del pensare le immagini, consente inoltre una prima riflessione didattica del rapporto tra la realtà e la sua non veridicità rappresentata in immagini fotografiche.Temi che trattano finzioni che si stabiliscono tra luoghi reali e luoghi immaginari, tra comportamenti sociali e individuali, forme di socializzazione, comportamenti di gruppo, viaggi e pendolarismo,la città e le idee di città, la moda e i modi dell’apparire, il corpo come paesaggio, la maschera, il trucco e il volto, la percezione e le analogie delle cose, il punto di vista, le alterazioni prospettiche ecc.In questo senso ogni studente è portato a scegliere temi ed argomenti a lui congenialiche normalmente sviluppa fuori dal contesto didattico per poi verificarle all’interno del corso. Come supporto-contenitore dei singoli progetti fotografici ho scelto la forma editoriale del Moleskine, il famoso taccuino nero da viaggio usato da artisti, scrittori, poeti e più in generale da coloro che hanno la buona abitudine di prendere appunti e fissare momenti che attraversano la loro vita.E’ come portarsi le immagini in tasca dentro ad un “oggetto di affezione”, come direbbe Man Ray, le cui pagine scandiscono il tempo e lo spazio non solo della dinamica del viaggio ma anche della lentezza, del fermarsi a pensare per vedere il mondo nei segni e nelle immagini della scrittura. Un oggetto che è simbolo di una cultura pre-informatica, ma ancora piena di senso per imparare a trattenere le immagini e i pensieri che attraversano i momenti del nostro vivere.
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articolo tratto da MoM#6 L’ immagine in tasca
























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