MomBoo - Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
#6: L’immagine in tasca

Fotografie Nomadi

di Claudio Curciotti
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Fotografie Nomadi
Foto di Antonella Piga
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Noioso anche questo. La ricerca della verità. Si nasconde, e voi scienziati la cercate ovunque. Scavate un po’ qua e un po’ là, scavate in un posto e voilà, l’atomo è formato da protoni, scavate in un altro posto ed eureka, il triangolo A/B/C è uguale al triangolo A1/B1/C1.
Per me è molto diverso. Anch’io scavo cercando la verità, ma nel frattempo le succede qualcosa More…, si modifica. Così io al posto della verità trovo un mucchio di… ehm pardon…

Scrittore Stalker, Andrei Tarkovsky (1979)
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“Mi serve una foto per il pezzo X entro questa sera. Deve essere uno scatto di Y vicino a Z. Dietro dovresti farci uscire gli sponsor A e B”.
E il giovane fotografo cova rancore, somatizza: ulcera.
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Neanche a ribadire quanto lavoro di costruzione c’è dietro alle immagini che ci circondano. Documentario e spettacolo è un bel pezzo che vanno a braccetto. Si parte che si vuole scoprire il mondo e invece ci si ritrova tra la donna barbuta e il mangiafuoco ad aspettare il proprio turno dietro le quinte: depressione.
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La comunicazione visuale è per molti una gabbia, chiusa a chiave dal senso. È un luogo, un territorio ben preciso, fatto di regole, con le sue istituzioni e le sue imposizioni.
Al contrario, nella fotografia di ricerca, ci si libera dal significato. Non si identifica un senso preciso, ma lo si moltiplica, in modo che ognuno trovi il proprio significato, la chiave, appunto, per aprire la sua gabbia.
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Esiste il viaggio dal punto A fino al punto B, dove si sa dove andare, di cui si conosce a priori il senso. Ma esiste anche il viaggio come “tentativo di uscire senza sapere dove si va, in cui tale ignoranza qualifica l’essenza stessa del tentativo” (Lévinas, E., Dell’evasione, Elitropia, Reggio Emilia 1984, 26). Un viaggio alla ricerca, appunto.
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Fotografia nomade allora, sulla scia dei viaggi mentali di Deleuze. Nomadismo fotografico perchè continuamente in transito, perchè non arriva mai. Non raggiunge quel senso compiuto che ne ferma il passo. Fotografia nomade perchè viaggia leggera, ma allo stesso tempo ha con se tutto quello che gli serve per vivere: un’immagine in tasca. I 21 lavori pubblicati sono appunti, memoria, immagini in tasca, da portare sempre con se, in questo viaggio in cui i chilometri non contano, che avviene sul posto, per pura intensità.
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articolo tratto da MoM#6 L’immagine in tasca


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