MomBoo - Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
#6: L’immagine in tasca

Archivio del 5 Aprile 2007

Charlie, 10000 errori per le strade di New York


di Matteo Sarti
.
mompage-1.gif
.
E` come mettersi li` a provar le tabelline. Puo` capitare a tutti che una volta su mille si sbaglia. Niente di grave, giusto un errorino ogni mille calcoli. A New York vivono quasi dieci milioni di persone. Una ogni mille e` quel calcolo sbagliato. In tutto fanno diecimila errori ambulanti in giro per la citta`.
Se mi seguite provo a raccontarvene uno.
La prima volta che incontrai Charlie lui era sbronzo da far schifo. Ce ne stavamo seduti giu` nella subway, io aspettavo il mio treno, lui si scolava il suo rum prima di rimettersi a dormire.Charlie vive sotto la stazione della linea rossa della 96esima strada, praticamente a due passi da casa mia. Lui sta sempre li`, giorno e notte, estate e inverno, prima su una panchina e poi su un`altra. Disegna le faccie della gente mentre aspetta la metro, lo fa con una velocita` incredibile, davvero, giusto un paio di minuti ed e`fatto tutto, in cambio ti chiede qualche dollaro per comprarsi da bere.
Io di ritratti da lui me ne saro` gia` fatti fare tre o quattro, quando posso vado giu`e mi metto in posa e lui attacca a disegnare e intanto mi racconta qualcosa e poi qualcos`altro ancora.More…
Quando era giovane Charlie faceva l`atleta: specialita` salto in alto, squadra
professionista a stelle e striscie. Fisico asciutto, gambe nere e lunghissime, in giro per il mondo a prender la rincorsa e saltar davanti a tutti. Una volta mi ha tenuto li` una buona mezzora a raccontarmi di quella sera che salto` come mai aveva fatto prima. Due metri e sedici centimetri, estate del sessantanove, Mosca.
Poi una lettera cambio` tutto. Era firmata dal presidente Nixon e chiedeva a Charlie di presentarsi entro sette giorni all`aeroporto militare di North Carolina. C`era poco da proccuparsi, spiegava il Presidente, la guerra stava per finire, mancavano giusto un paio di mesi e poi tutti sarebbero rimasti a casa per sempre. Charlie torno` dal Vietnam dopo quasi quattro anni, vuoto e sfinito come tutti gli altri.
Una sera l`ho visto litigare con un turista tedesco che non ne voleva sapere di
pagargli il ritratto, dovevate vederlo quella volta, all`improvviso e` diventato una bestia impazzita, gli occhi gli sanguinavano dalla rabbia.
Poi di colpo e` sparito, sara` stato piu` o meno una decina di giorni fa, da un momento all`altro non l`ho piu` visto, basta. Ho lasciato passare qualche giorno e poi ho iniziato a chiedere di lui in giro: all`inizio nessuno ne sapeva nulla, poi una mattina un poliziotto di quartiere mi ha spiegato che quando a New York arriva il gelo ci sono sempre dei volontari che scendono giu` in tutta la subway e caricano gli homeless portandoli ad Harlem dove li aspettano dei dormitori riscaldati.
In questi ultimi giorni fuori fa sempre un freddo cane e la citta` e` tutta bianca. Ho pensato una cosa. Chissa` se sotto la neve che cade si riesce a saltar in alto lo stesso. O magari di piu`.
Appena torna vi prometto che glielo chiedo.
Take care Mr. Charlie.
.
MoM#5