Il pasto sonoro 2
di Claudio Curciotti
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Matthew Herbert, jazzista inglese, eclettico compositore di musica elettronica fusa con musica strumentale, dopo due anni di ricerca e registrazione, seguiti da quasi sei mesi in studio, nell’autunno del 2004, da alle stampe l’album Plat du Jour. Un progetto che, come affermato dallo stesso Herbert, seguendo ciò che da sempre predica l’arte concreta, si propone di spostare l’attenzione dall’idolatria e la celebrazione dell’artista, alle idee, al lavoro e alle storie che stanno dietro l’opera. L’uscita del disco è accompagnata infatti dalla pubblicazione di un sito internet dedicato interamente all’album3 dove l’autore spiega i motivi alla base del suo lavoro, le varie tecniche utilizzate in fase di creazione e dove ringrazia tutti quelli che lo hanno aiutato, come ad esempio le 3255 persone che sono state campionate nell’atto di mordere una mela. Il progetto tecnico alla base del disco è lo stesso degli artisti prima citati: captazione, rielaborazione e intonazione dei suoni generati dalla percussione di pietanze varie e utensili da cucina. L’album del compositore inglese è quindi un ulteriore gustoso esperimento musicale ma è allo stesso tempo anche un opera di denuncia. More…Nel mirino di Herbert tutte le multinazionali del cibo scadente a basso costo e la degenerazione della cultura culinaria dei nostri tempi. Cibi surgelati, liofilizzati, tutti prodotti che un tempo erano usati in via eccezionale, oramai abitualmente serviti nelle odierne catene di supermercati e ristoranti. Un imbarbarimento dell’alimentazione che, scrive lo stesso Herbert, poggia le basi sulle diaboliche trinità dell’industria del cibo a basso costo (zucchero, sale e grassi) e della ristorazione fast food (congelatori, microonde e friggitrici) e grazie alle quali l’obesità e altri problemi di salute sono ormai all’ordine del giorno, soprattutto nei paesi occidentali dove l’eccesso di nutrizione è un problema maggiore che quello della bassa nutrizione. Ogni brano del suo album è allora dedicato ad una particolare pietanza o ad una questione relativa ad un determinato cibo. Per esempio Herbert denuncia gli sprechi dell’industria agricola che per alimentare gli attrezzi da lavoro e trasportare i suoi prodotti in lungo e largo contribuisce notevolmente all’inquinamento per monossido di carbonio.
Lo stesso vale per l’industria dell’acqua, che fa viaggiare su camion milioni di bottiglie per servire consumatori che potrebbero tranquillamente bere dal loro rubinetto di casa. E’ probabile che l’idea di realizzare questo disco sia nata dopo che Herbert si è fatto un giro per i molteplici siti web che denunciano le oscenità dell’alimentazione occidentale odierna. Ci sono infatti vari link sul suo sito e seguirli vuol dire correre seriamente il rischio di rimanere disgustati dall’ottanta per cento di quello che abbiamo nella nostra credenza e finire per iscriversi ad un corso di cucina macrobiotica se non addirittura di affittarsi un casale in campagna full optional di pecore, galline e orticello. Che dire, è facile imbattersi in dichiarazioni tipo quella di Kelly D. Brownell, professoressa della Rutgers University del New Jersey, per cui la generale tossicità dell’ambiente in cui viviamo incoraggerebbe la sovralimentazione e l’inattività fisica e per cui settantasei milioni di persone ogni anno si ammalerebbero a causa di intossicazione alimentare, di cui 325.000 finirebbero all’ospedale a seguito di gravi condizioni di salute e 5.000 morirebbero. Tutto questo, spiega sempre la teacher statunitense, a causa delle multinazionali che anteporrebbero il profitto alla qualità, usando i referti medici come indicatori di riuscita o meno dei propri prodotti. Allora benvenuti nel fantastico mondo della gastronomia contemporanea e i suoi segreti, che tanto segreti poi non sono. Basta cercare. Per esempio: cosa si nasconde dietro ad un allevamento di pollame, quali sostanze albergano dentro agli insaccati esposti nei banchi del supermercato, cosa galleggia nelle bottiglie d’acqua che ciucciamo in cerca di refrigerio e quali fantasmagoriche modificazioni genetiche permettono alle piantagioni di caffè di crescere forti, rigogliose e tossiche?
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1 www.gemueseorchester.org
2 alien.mur.at/
3 www.platdujour.co.uk/index.php
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MoM#3













































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