The truncated life of a modern industrialized chicken
di Claudio Curciotti

Prima traccia del disco di Herbert, vanta un organico di strumenti e musicisti di tutto rispetto, formato da 30.000 polli da allevamento intensivo, 24.000 pulcini, 40 polli ruspanti, un pollo morente e una dozzina di uova rotte dentro un terrina di pyrex. Le melodie e le ritmiche sono composte per la maggior parte da campioni di pollame starnazzante e uova sbattute, senza l’utilizzo di normali strumentazioni analogiche o digitali. E’ divertente immaginare Herbert e i suoi amichetti tra le file di un allevamento gigante di polli, con microfoni d’ambiente e registratori portatili, ma meno divertente è pensare le condizioni in cui questi animali vivono. Il musicista inglese tocca un tema che da anni l’associazione canadese The Vancouver Humane Society (VHS)1 tratta sul proprio sito internet denunciando i maltrattamenti subiti dai polli all’interno degli allevamenti intensivi (uno degli slogan dell’associazione è “mettere la gallina prima dell’uovo”). Le gabbie per polli sono secondo normativa europea di 875 cm cubici, dimensioni che comportano nell’animale un elevato livello di stress, provocando una sovrapproduzione di adrenalina che letteralmente avvelena la carne e la rende tossica per l’uomo (a livello psicologico secondo alcune ricerche faciliterebbe sentimenti di paura). Gli animali non sono in grado di sbattere le ali e di stirare il proprio corpo, costretti a respirare aria intrisa di ammoniaca delle loro stesse feci e sottostare a ritmi accelerati di giorno e notte, attraverso illuminazione artificiale. Non è tantoMore… il sentimento di pena nei confronti dei polli a richiamare l’attenzione, quanto il rischio che queste condizioni estreme indeboliscano gli animali e li renda soggetti alla contrazione di determinate malattie. E come si curano queste malattie? Qui casca l’asino o meglio, il pollo. Una elevata somministrazione di antibiotici e ormoni in questi animali è stata comprovata da alcuni test a campione, tanto che la Commissione Europea ha vietato l’utilizzo massivo di tali medicinali, tranne in alcuni casi specifici: a scopo terapeutico, di fronte ad un attestato riscontro della malattia, e nel periodo successivo al parto, cioè praticamente anche sempre. Va detto poi che per ogni animale infetto viene iniettato l’antibiotico a tutta la batteria. Questo uso intensivo di farmaci provoca una resistenza al farmaco stesso attraverso la nascita di batteri superpotenti. Un elevato numero di polli ad esempio è morto negli ultimi anni a causa del virus Escherichia coli (E. coli), una malattia che si contrae per scarse condizioni d’igiene dovute alla fermentazione delle feci. Per curare gli animali sono state prescritte dosi massicce di Fluoroquinolone, un farmaco che viene usato anche nei trattamenti di alcune malattie dell’essere umano. Tale principio attivo provoca allo stesso tempo il rafforzamento di un altro batterio, tale Campylobacter, una delle maggiori cause di diarrea e dolori intestinali nell’uomo. Attenzione quindi a mangiare pollo se non siete sicuri di avere un bagno a disposizione. Seconda ragione di bassa qualità della carne del pollame ad allevamento intensivo è la cattiva alimentazione degli animali. Nei mangimi dei polli belgi sono state trovate ad esempio tracce di PCB (bifenile policlorurato), sostanza altamente tossica e cancerogena: la loro la loro diffusione e’ responsabile dell’aumento di gravi malattie in quanto i PCB si accumulano nella catena alimentare. Come si legge nella pagina “Mangiare escrementi” pubblicata in internet da Udo Pollmer di Slow Food2, associazione per la difesa dei gusti sani, per anni si è usato riammettere nel mangime il guano degli stessi polli, tutto questo per ottimizzare costi e profitti, visto che negli escrementi ancora persistono residui di sostanze nutrienti che non sembra giusto sprecare. Oggi tale procedimento è vietato, non tanto come atto di coscienza, ma perché alcuni animali si sono ammalati a causa di una sovrassunzione di farmaci che si depositano nelle feci. Comunque non mancano nuove idee. In gran voga adesso è la pappa prodotta dalla “passapulcini”, una macchina che schiaccia i pulcini appena sgusciati (sistema usato negli allevamenti di galline ovaiole per eliminare i pulcini maschi in eccesso). Chissà se la vendono su Ebay. In altri casi è stato riscontrato che, oltre che con oli esausti, il bestiame sia stato nutrito con grassi prelevati dalle vasche di sgrassaggio della rete fognaria o con il calcio residuo della depurazione di gas di combustione delle ciminiere delle fabbriche: come “farina da covata” pare che stimoli lo sviluppo dei gusci delle uova. In Oklahoma una associazione ambientalista ha denunciato diversi allevamenti intensivi perchè l’elevata tossicità dei loro scarti ha causato l’inquinamento del lago Eucha, una delle più grandi riserve idriche del paese. Queste sono solo alcune delle ragioni che rendono allarmanti le condizioni del consumo odierno di carni bianche. La massiccia diffusione di polli a basso costo, soprattutto attraverso le catene di fast food3 è ad oggi un ulteriore problema della globalizzazione. Tecniche di allevamento malsane, congelamento a bassissime temperature e dubbi processi di cottura hanno profondamente mutato la natura della carne di pollo, una volta simbolo di una alimentazione salutare, e ora una delle probabili cause di obesità in occidente. Il governo russo ha così deciso di bloccare l’importazione di polli dagli Stati Uniti, dopo aver analizzato alcuni carichi e trovato tracce di sostanze tossiche. Dal Cremino arriva allora il primo segno che qualcosa sta cambiando, che in fondo i consumatori non sono tutti polli come alcuni credono.
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MoM#3













































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