MomBoo - Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
Monografie di informazione su arte e tendenze creative nei media
#6: L’immagine in tasca

Theese branded water

di Claudio Curciotti
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Come riportato sul sito del disco, questa traccia è letteralmente una “registrazione in studio di differenti bottiglie di acqua”. Tutte le ritmiche sono prodotte percuotendo il fondo di alcune bottiglie di diverse marche e le melodie composte soffiandoci dentro come fossero le canne di un modello trash del flauto di Pan. L’acqua in bottiglia è al centro di numerose ricerche degli ultimi anni dirette ad individuare in questa l’esistenza di sostanze tossiche per l’uomo. In primo luogo si è dimostrato come le bottiglie in plastica (PVC o PET) forse non alterano la composizione dell’acqua ma, come riportato sulle confezioni, devono essere conservate al riparo dalla luce solare e dalle fonti di calore, perchè esiste il pericolo potenziale di rilascio di sostanze che potrebbero mutare la qualità dell’acqua ed eventualmente facilitare la formazione di microrganismi. Anche a fronte di tali rischi, quello dell’acqua in bottiglia è un mercato in continua crescita. In realtà esistono diversi tipi di acqua imbottigliata che noi siamo soliti chiamare indifferentemente con il termine “minerale”. More…L’acqua minerale vera e propria non è addirittura considerata dalla legge come un’acqua potabile (direttiva 80/777/CEE), ma come acqua terapeutica in ragione di certe sue caratteristiche fisico-chimiche. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l’arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle dell’acqua potabile. Esistono poi: l’acqua da tavola (acqua potabile messa in bottiglia), acqua potabile con aggiunta di anidride carbonica e acqua purificata (acqua d’acquedotto sottoposta ad alcune operazioni di demineralizzazione e di declorizzazione) che è ad oggi un nuovo business in mano quasi esclusivamente allla Coca Cola. La multinazionale americana, riesce a vendere l’acqua 600 volte più cara, solo grazie al fascino che il termine “purificata” scaturisce nei consumatori. In realtà il processo di purificazione ha non pochi aspetti dubbi. Per provare l’esistenza di impurità e per incrementare la vendita dei propri prodotti viene proposto un semplice test da realizzare con due elettrodi immersi in un recipiente di acqua. Il passaggio di corrente elettrica nelle acque cosiddette impure porta alla formazione di alcuni sedimenti di diversi colori. Si è però provato che il test funziona anche con acqua distillata corretta con normale sale da cucina o con qualunque sostanza che ne aumenti la conducibilità elettrica. Il metodo proposto fornisce allora solo una generica indicazione della conducibilità elettrica dell’acqua, mentre la millantata purificazione sarebbe solo un processo di desalizzazione, eliminazione di sali che solo in rari casi risultano nocivi per l’uomo. Quello dell’acqua purificata è quindi un business al sapore di truffa che risulta in più anche pericoloso perchè mette a rischio la salvaguardia di un bene che sempre è stato e dovrebbe rimanere pubblico.
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MoM#3


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