Cibo bubble
di Mahzturo Kysemi e Silvester Scaglione

Riportiamo qui alcuni passi del primo e del secondo rapporto sulle frodi nelle filiere agroalimentari, scritto da Salute&Gusto, il progetto sulla sicurezza e qualità alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), in collaborazione con Legambiente e con il contributo del Ministero delle Attività Produttive.Il rapporto è redatto sulla base della relazioni annuali sull’attività operativa del Comando Carabinieri per la Sanità, sulle attività dell’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sulle sentenze su Frodi e Sofisticazioni Alimentari passate in giudicato e pubblicate dal Ministero della Salute, le cronache delle “Truffe a tavola”: segnalazioni, indagini dei NAS, rete degli Sportelli di “Salute&Gusto”, agenzie di stampa, quotidiani. Il 13 luglio 2006 verrà presentato il terzo rapporto, presto scaricabile in rete all’indirizzo www.helpconsumatori.it
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Nell’ultimo anno sono state 4.474 le infrazioni penali accertate e ben 20.856 quelle amministrative contestate, 925 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 360 quelle sequestrate.
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Nel settore vinicolo Ammonta a oltre 6.658.537 milioni di euro il valore dei sequestri di vino. In Sardegna sono state sequestrate, nel periodo estivo, circa 132.000 bottiglie di vino e oltre 1.100.000 etichette irregolari, per un valore complessivo superiore ad un milione di euro. In questo caso è stato scoperto che le etichette di bottiglie di vino comune da tavola riportavano denominazioni, raffigurazioni di luoghi geografici ed immagini, annate di produzione, riservate esclusivamente ai vini con marchi Igt o Doc. Infine, da segnalare anche il sequestro di 27.000 etichette di vino Frascati Doc, in quanto recanti diciture non previste dal disciplinare di produzione ed ingannevoli per il consumatore. Vino al fertilizzante. È la denuncia di ieri della Guardia di Finanza che ha scoperto nel Salento uno stabilimento clandestino.
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Nel settore delle bevande spiccano i sequestri di Coca-cola in lattina con indicazioni solo in lingua straniera (in un deposito di Napoli) ma anche le denunce per acqua minerale invasa da corpi estranei e sostanze organolettiche (impianto di imbottigliamento in provincia di Frosinone), la segnalazione di un sindaco di un Comune veneto che ha omesso di disporre la sospensione della fornitura idrica cittadina sebbene l’acqua risultasse inquinata da coliformi. Le acque minerali “Lilia”, “Toka”, “Claudia” e “Nuova Cutolo Rionero” sono pericolose per la salute pubblica. Secondo risultati di laboratorio di alcuni campioni di queste acque, l’acqua è risultata non genuina, in cattivo stato di conservazione per la presenza di valori di nitriti, vanadio e arsenico superiori ai limiti previsti dalla legge.
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Per quanto riguarda pasta e pane sono stati scoperti forni per la cottura con presenza di mica e fibre d’amianto, il riso scadente e pieno di parassiti venduto come prodotto di alta qualità, la pasta industriale venduta come realizzata a mano e i dolci depositati in scantinati sporchi e privi di autorizzazione. Ma ci sono anche i casi di presenza di organismi geneticamente modificati (ogm) oltre il limite di legge nei biscotti e nel gelato e i prodotti da agricoltura convenzionale venduti come biologici.
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Nel settore della carne e degli allevamenti sono stati rilevati medicinali zootecnici non registrati e sostanze dopanti ; macellerie prive di autorizzazioni e con strutture inadeguate; carni senza certificazioni e uova destinate al consumo animale vendute agli umani; medicinali vietati importati dalla Cina e carni brasiliane vendute come nazionali; norme anti-Bse sistematicamente trascurate; prodotti scaduti rietichettati e messi in commercio; e poi certificati contraffatti, animali non registrati, privi di marchi auricolari di riconoscimento o non vaccinati.
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Scoperti alcuni casi di latte inquinato contenente antibiotici, con il latte prodotto in stalle a rischio Bse nonostante il sequestro cautelativo dei capi bovini e con i formaggi con additivi vietati. A Quinzano D’Oglio. Qui veniva aggiunto il latte in polvere e per stabilizzare la carica batteriologica veniva aggiunto al latte acqua ossigenata e sale.
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Il ketchup Mato Mato, distribuito dalla Kraft, è finito nel mirino dell’Ispettorato centrale repressione frodi che ne ha sequestrate oltre 22 tonnellate. All’interno del prodotto è stata infatti rilevata la presenza di un colorante, il Sudan1 normalmente impiegato nell’industria tessile, vietato dall’Unione europea perchè ritenuto cancerogeno e dannoso per la salute. In una indagine su 45 prodotti fra spezie, sughi, salumi e paste, acquistati in 14 diverse città italiane il risultato è stato sconcertante: quasi il 20% dei campioni è risultato contaminato dal colorante Sudan.
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La distribuzione territoriale delle irregolarità del 2003 è ripartita: 61% al sud, 33% al centro e il 6% al nord Italia. Curiosa è però la distribuzione geografica delle sentenze. Ci sono infatti ben 113 violazioni accertate in Friuli Venezia Giulia, contro le 12 della Campania, per esempio, ad indicare probabilmente non la minor onestà dei friulani ma la minor efficacia dei meccanismi giudiziari in Campania.
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In Lombardia, a Limbiate, sono state vendute 6 confezioni di torroncini morbidi invase da vermi e ragnatele.
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Topi in carne ed ossa sono stati ritrovati nella farina per la pizza di un bar-ristorante in Piemonte; a Viguzzolo, è stata messa in commercio una confezione di funghi porcini congelati in parte ammuffita, tarlata e con presenza di numerose larve, foglie secche, erba ed aghi di pino.
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In Toscana, a Calenzano è stata venduta una confezione di lasagne contenente un cerotto usato.
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Nel Lazio, in un supermercato romano, è stata venduta una confezione di mais per pop-corn invasa da parassiti e con un topo di piccole dimensioni mummificato; blatte, insetti ed escrementi di topi è quanto è stato ritrovato in uno stabilimento della “PanCarrè21” a Pomezia. Vermetti, mosche ed in alcuni casi anche qualche scarafaggio nel cibo servito all’ospedale “Gemma de Posis” di Cassino.
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In Sicilia, a Lentini, alcuni prodotti per pasticceria sono stati ritrovati in un locale non solo sudicio ma infestato da scarafaggi visibili ad occhio nudo.
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In Friuli Venezia Giulia, a Cordenons, un panino contenente una mosca, un pezzo di plastica e una setola; ad Aviano scoperti prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione evidentemente mangiucchiati dai ratti.
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Dopo aver comprato una confezione di confetti anticarie in un supermercato della Valsugana, un pensionato trentino di 63 anni, mentre succhiava il guscio bianco all’improvviso ha sentito sgradevole sensazione sul palato. Con grande meraviglia si è trovato tra le mani un dente molare in porcellana.
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In Emilia Romagna, a San Lazzaro di Savena è stata somministrata acqua da una bottiglia aperta contenente un mozzicone di sigaretta. Una casalinga bolognese, intenta a preparare il risotto per la cena, taglia un carciofo che s’incendia. La colpa è forse di un trattamento con fitofarmaci troppo ricchi di azoto.
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MoM#3






















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